Non credo al Paradiso

La storia di una donna che ha perso il figlio e di un viaggio nella Palestina sotto assedio: da Torino a Gaza, alle radici del proprio dolore e di quello di un intero popolo.

Eleonora, Sahar, Leah, Galhya.
Quattro donne a confronto con la perdita,la maternità e la guerra.

La sconcertante bellezza della Palestina e le tremende ferite subite durante l'operazione Piombo Fuso.

 

SINOSSI DEL ROMANZO

Un luminoso romanzo sulla maternità e sulle devastazioni della guerra

Quando Eleonora si risveglia dal coma, in seguito a un incidente d'auto in cui ha perso la vita il suo unico figlio Philippe, nulla è più come prima. Dopo un lungo ricovero in ospedale, finisce in un convalescenziario di lusso sul Lago Maggiore, dove scivola nella depressione e nella solitudine.
In quei giorni l'unica persona a frequentare la stanza in cui si è autoreclusa è Sahar, una giovane infermiera palestinese. Da lei emana un'aura di mistero e sofferenza che finisce per strappare Eleonora alla sua apatia. Le due donne iniziano a conoscersi, ed Eleonora intuisce che qualcosa la accomuna a quella singolare figura entrata casualmente nella sua vita; anche Sahar sembra sentire qualcosa di simile, perché si lascia andare a confidare che suo figlio Bilal, che ha più o meno l'età di Philippe, vive clandestinamente in Italia, poco lontano dalla clinica.

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Non credo al Paradiso